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12 gennaio 2017

Giulio Delvè vince la prima edizione del Premio Internazionale Generazione Contemporanea

CANCELIl premio, istituito dal LUISS Creative Business Center, è nato per promuovere l’arte contemporanea italiana e straniera, sostenere gli artisti under 35 e dare vita alla collezione permanente d’arte contemporanea dell’Università LUISS Guido Carli.

Le opere dei tre finalisti – Calori e Maillard, Giulio Delvè, Luana Perilli – hanno fatto parte di SUBLIMINA, la mostra conclusiva del LUISS Master of Art, che si è svolta negli affascinanti spazi del Museo delle Mura, in Porta San Sebastiano.

Tutte hanno sviluppato lo stesso tema della mostra, il CONFINE, inteso non soltanto come il luogo che delimita territori e Stati, ma anche quale inconsapevole creazione della natura, o come definizione degli spazi vitali che l’uomo definisce nel riconoscere la relazione tra l’esistenza soggettiva e l’incontro con l’altro.

La Giuria, composta da Achille Bonito Oliva – Critico d’Arte, Bartolomeo Pietromarchi – Direttore MAXXI Arte, Stefania Miscetti – Architetto, Angelo Capasso – Curatore, storico e critico d’arte   indipendente, Pier Paolo Pancotto – Curatore, storico e critico d’arte   indipendente, Lorenzo Micheli Gigotti – General Editor NERO Publishing, Luca Pirolo – Direttore LUISS Creative Business Center, Pia Lauro – Curatore Indipendente, un rappresentante del Collettivo curatoriale della VI edizione del LUISS Master of Art, ha voluto premiare il lavoro prodotto da Giulio Delvè.

L’opera vincitrice Cancel fa parte di una serie di installazioni formate da sezioni di cancelli e recinzioni di aree pubbliche e private. I ragazzi che hanno usato l’area adiacente la recinzione come improvvisato “campetto da gioco”,  nel corso del tempo hanno infilato sugli acuminati spuntoni delle lattine vuote allo scopo di proteggere il proprio pallone. Ridisegnando quel luogo e ideologicamente spostando quella linea di confine, l’artista innesca profonde riflessioni sul rapporto tra spazio pubblico e privato, collettivo e individuale e interattività dell’arte. Un’azione così semplice defunzionalizza dal suo uso originario quello che era dispositivo di separazione, per renderlo invece una piazza, punto di comunicazione e di integrazione.

Giulio Delvè, classe 1984, nasce a Napoli dove vive e lavora. Porta avanti da anni una pratica scultorea ove la dialettica complessa tra elemento oggettuale e intervento manuale si fa restitutiva di un lento processo di osservazione, analisi, destrutturazione, elaborazione, che parte dal rapporto fisico con i luoghi.

Recenti progetti includono: Par tibi, Roma nihil, Foro Palatino; Conspire means to breathe together, Supportico Lopez, Berlino; Enigma, intervento site-specific commissionato dal museo Madre nell’ambito di Per_formare una collezione #3; Terza edizione del Progetto Mandrione presso la Fondazione per l’Arte, Roma.